Ecco cosa vorrei che facessero i Google Glass

Si, lo so che molto presto arriveranno le applicazioni più svariate per i fantasmagorici occhialini di Mountain View. Ma per ora, a parte il “video in cui si vede che con i Google Glass si fanno i video” e qualche recensione ricolma di quell’entusiasmo d’ufficio tipico di chiunque riesca a mettere le mani sull’ultimo gadget sfornato in Silicon Valley, non mi pare che si sia visto granché, in termini di funzionalità rivoluzionarie.

E allora, visto che l’hardware lascia intatte potenzialità notevoli, e visto che devo difendere la mia avventata previsione secondo cui l’accrocco in questione sarebbe stato uno dei 5 trend del 2013, provo a scrivere qui quello che IO vorrei che si potesse fare coi Google Glass. Sviluppatori di tutto il mondo, prendete nota.

Mi piacerebbe se i Google Glass…

  1. Mi facessero vedere (ok, attivando un apposito layer, ma questo non lo diciamo più) tutti i percorsi enogastronomici dei dintorni a portata di colpo d’occhio. Per intenderci, se mi volto verso una collina, devo poter vedere “la riga arancione” della strada dei vini, dei salumi e dei formaggi del posto. Coi POI associati (la cantina, l’azienda agricola, ecc.). E la funzione “ci vado dopo” che mi manda un reminder tutte le volte che ripasso di lì, e magari ho più tempo da dedicare alla cosa –  che è un modo gentile per dire “meglio ‘mbriacarsi quando non c’è mio suocero”.
  2. Mi evidenziassero, a 360 gradi, tutti i rischi di allergie colorando opportunamente i campi e i terreni nei paraggi. Graminacee? Attento a quei platani, sono blu. Una roba del genere.
  3. (questa è facile) Vorrei che mi mostrassero tutte le piste ciclabili, le vie del trekking, le antiche vie con rilevanza archeologica (la francigena, per esempio), e tutti gli altri luoghi di tortura dove si danno appuntamento gli esseri che si sono evoluti oltre il stato larvale in cui mi trovo. Facendomi adeguatamente apprezzare la mia condizione di ozio perenne, sapendo che ci sono loro lì intorno a sudare come muli.
  4. Non sarebbe male un “layer” per gli incendi boschivi. Ora mi direte: gli incendi si vedono anche senza occhiali. OK, ma lo sviluppo di un incendio si può modellizzare calcolando una serie di dati attuali e previsti (la direzione del vento, l’umidità, la temperatura) che fanno diventare “rosse” anche le zone che per ora sono verdi. No?
  5. Va bene, Latitude è stato appena mandato in pensione, ma un bel giorno potrebbe affermarsi un sistema universale in cui tutti stabiliscono cosa della propria esistenza (a cominciare dalla posizione nello spazio) può essere nota, in un dato momento, in rete. Così, una volta arrivati in spiaggia, invece di esclamare “che carnaio, non troveremo mai Sara e Matteo”, metteremo gli occhialetti e diremo “Ecco Sara. Hey, ma quello non è Matteo!” (ecc. ecc.)
  6. Forse il più urgente. Un bell’accordo tra Google e le principali concessionarie di pubblicità outdoor, le tanto odiate “affissioni”, sulla base del principio: “se abbattete i vostri cartellacci sulle consolari di Roma, obblighiamo tutti gli acquirenti dei Glass a vedere i vostri enormi 3 x 2 virtuali, quando usano qualche applicazione di realtà aumentata nella zona di Roma. E se vogliono farli sparire, no problem: pagano l’app (normalmente gratuita) e danno una revenue share a Google, una allo sviluppatore e uno alla concessionaria.” Tutti felici e contenti, specie quelli che abitano sulle consolari. Fiquo.
  7. Allo specchio, vorrei provare un accessorio di Etsy. Ma non l’ho ancora comprato. Oppure “chissà quanto starebbe bene quella gonna provenzale che ho visto su Etsy l’altro giorno addosso alla mia amica che compie gli anni dopodomani.”. Inforchiamo gli occhiali e…vabbè, avete capito.
  8. Sono appena arrivato a Parigi, sono le nove e non ho ancora prenotato l’Hotel. E’ sabato e non mi va di parlare con dieci reception per sapere se c’è posto. Ma ho i Google Glass in tasca, quindi nessun problema. Ovviamente vale anche per i ristoranti a trastevere. Mentre mi avvicino a quello libero, mi leggo le recensioni di TripAdvisor, magari faccio dietrofront prima di entrare.
  9. Car sharing, Bike Sharing, Segway Sharing (pare che esista), insomma quelle cose lì. No, non avvicinarti a quella stazione di scambio, hanno già preso tutte le bici. Se segui la freccia rossa ti faccio vedere io dove ne è rimasta qualcuna. Visto? Ne è rimasta una. Oops, ora ho capito perché è rimasta solo quella.
  10. “Non è il caso che tu le proponga di andare a vedere Godzilla al cinema. E’ viola, non vedi? Ha il ciclo. Per stasera è sushi. Lo dice anche Glamoo con l’offerta in alto a destra”.
  11. Il tizio che stai incrociando è verde: ha visto su SkyGo la partita che stai registrando su MySky. Sì, vorrà dirti il risultato. Schivalo.
  12. Nel raggio di 300 metri ci sono 24 persone coi Glass. Magari a qualcuno va di ballare “Get Lucky”. Esclama “Dance GetLucky” e guarda in quanti raggiungono la pista virtuale e inforcano l’auricolare. Si, lo so, sono i più sfigati, ma negli anni ’90 lo dicevamo anche dei tipi alla Zuckerberg. Ci vuole pazienza.
  13. “Fabio, sono in campo da dieci minuti e non ti sei ancora presentato. Mi sto spazientendo”. “Ma non era ieri?” “Era oggi, cretino. Avevo pure comprato le palle nuove. Vabbè, metti gli occhiali, prendi la Google Racket e sgombra il salotto”.

Lo so, la Google Racket non esiste, ma mi sono fatto prendere la mano.

Una risposta a “Ecco cosa vorrei che facessero i Google Glass

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