Sarà Boxee la svolta della Net TV?

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I Media Center Software, vale a dire i programmi per portare i contenuti della rete sullo schermo del salotto, per un motivo o per l’altro finora non mi avevano mai convinto, pur essendo facile intuirne le potenzialità. Scartando a priori tutti i software a pagamento, per di più offerti in bundle con qualche “giardino murato” di contenuti in abbonamento, avevo testato vari programmi di questo tipo rilasciati con licenza freeware (e in alcuni casi anche Open Source), ma con scarsa soddisfazione.

La parte più delicata di questi progetti è infatti la capacità di includere plugin in grado di lavorare con le API dei principali servizi disponibili sul web (come You Tube, Joost, Hulu eccetera), in modo da permettere al pubblico di utilizzarli agevolmente, con una interfaccia coerente e user-friendly, dal divano di casa, con un semplice telecomando. E nessuno dei programmi finora disponibili era in grado di rispettare questo requisito.

Ora però, è uscito Boxee, un freeware (e anche Open Source) che promette davvero molto bene. Disponibile su MacOS, Linux e presto per Windows, è un Media Center che porta a casa la quasi totalità dei contenuti multimediali, anche in alta definizione, scaricabili dalla rete, compresi i torrent pubblici, servizi come Last.fm e Flickr, e naturalmente qualsiasi feed RSS a cui ci venga in mente di iscriverci.

Il tutto attraverso una interfaccia semplice e gradevole, facilmente accessibile con un qualsiasi telecomando a infrarossi, un accessorio in questo caso indispensabile, e rintracciabile a meno di 10 euro in qualsiasi online store di accessori per il PC.

E’ il segnale della svolta, e cioè di una Web Net TV finalmente aperta al grande pubblico, e quindi in grado di costituire una alternativa praticabile, gratuita, virtualmente infinita e on-demand alla TV digitale di flusso (via etere e/o via satellite)?

Difficile dirlo. Ma nei paesi che da sempre ci insegnano, con largo anticipo, dove i comportamenti del pubblico andranno a parare, alla luce di una altrettanto prevedibile evoluzione tecnologica, la “destinazione” di questo trend è inequivocabile: un pubblico sempre più ampio di persone ormai si aspetta di fruire i propri contenuti, cioè esattamente quelli scelti dall’utente e, nel momento, nel luogo e sul device stabilito dall’utente. Possibilmente con tutte le applicazioni “Social” del caso.

Un Media Center come Boxee è un primo passo verso un pubblico “maturo” e “attivo anche dal divano” di questo tipo. Lo stesso pubblico che presto pretenderà di avere gli stessi contenuti sempre con sè, personalizzati all’inverosimile, magari sul telefono cellulare o comunque sul device che avrà sempre in tasca. E lasciando alla TV e alla radio di flusso la non trascurabile (ma comunque minoritaria) “nicchia” dei contenuti live, soprattutto notizie e sport.

Chi sarà in grado (e i primi che mi vengono in mente sono i grandi carrier di Telco, che oltre a gestire il canale di ritorno sono letteralmente seduti su una miniera di informazioni generate – consapevolmente o meno – dagli utenti attraverso le proprie scelte) di offrire una piattaforma di questo tipo, dove l’utente possa ritrovare sempre e ovunque tutti i propri contenuti a casa e nell’oggetto “tascabile” di cui sopra, avrà ottime possibilità di sfruttare tutte le sinergie tra social media, online advertising, e-commerce ecc. ecc. Con il privilegio di poter osservare da una posizione confortevole la naturale estinzione di vecchi arnesi come i Centri Media, l’Auditel, le telepromozioni e tutto il simpatico indotto che ha lobotomizzato il pubblico a partire dagli anni ‘80.

Boxee – tra le altre cose – promette presto di essere integrato in un “piece of hardware” che renda non necessaria l’installazione sul PC, ciò che ancora costituisce un ostacolo per la grande maggioranza dei potenziali utenti. Non sarei sorpreso di assistere, nel giro di qualche mese, a una versione Mobile, simile al glorioso Canola per il Nokia N800. E allora il cerchio potrebbe chiudersi anche prima del previsto, finendo per convincere anche molte persone tra quelle sedute nella stanza dei bottoni.

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